In questi anni abbiamo visto l’aggettivo intelligente applicato ad oggetti e molto altro in modo inusuale fino a poco tempo prima:

Una città è intelligente quando è smart, innovativa ed organizzata.
Una casa è intelligente quando grazie alla domotica puoi gestire praticamente tutto da uno smartphone.
Gli stessi smartphone sono diventati intelligentissimi da quando gli abbiamo permesso di pensare al posto nostro.

Ed eccoci alla nostra domanda:

Può un orto essere intelligente? E se si, come?

Gli orti e le serre di via Beretti

Per noi un orto per essere intelligente deve essere:

Tecnologico
Collaborativo
Condiviso

In questo modo abbiamo pensato e strutturato la giornata di sabato 7 aprile con 3 momenti per ognuna di queste intelligenze:

Per essere tecnologico abbiamo pensato ad un laboratorio di Arduino per misurare e dialogare con le piante di un orto o in vaso (teconologico)

Per essere collaborativo cosa c’è di meglio di un hackathon concentrato sulle esigenze dei produttori, che ha fatto incontrare maker e agricoltori e ha trovato punti in comune e progetti da sviluppare assieme (collaborativo).

Il miglior modo per essere condiviso è stato pensare ad una chiaccherata/aperitivo informale, a fine giornata, assaggiando i prodotti del mercato nell’orto di agricoltori locali ascoltando idee e proposte

La mattina abbiamo aperto la giornata con un laboratorio sulla scheda elettronica più famosa al mondo: Arduino.

Dopo un saluto da parte di Valeria Montanari, assessore del Comune di Reggio Emilia che in questi anni ha seguito e sviluppato diversi progetti dedicati agli Orti Urbani, i ragazzi del Blaise Pascal, capitanati dal prof Nicola Carpanoni, hanno portato e spiegato agli altri partecipanti il percorso che avevano iniziato mesi prima in vista del nostro appuntamento. Percorso durante il quale avevano sviluppato una loro proposta per misurare temperatura, umidità e salute delle piante, con la possibilità di visualizzare tutte queste informazioni mediante un schermo LED.

Dalla teoria si è passati poi alla pratica assieme al prof Fabrizio Silvetti dell’istituto Cattaneo di Castelnovo Monti che, oltre a mostrarci il progetto realizzato con i sui studenti My Legal Plants, ha dato il via al laboratorio.
Questo laboratorio ha permesso a tutti i partecipanti di impostare sia a livello hardware (fili, sensori, comandi, elettronica) che di software (il codice per dare i comandi ad Arduino) il proprio mini progetti di sensoristica.

L’apertura del laboratorio con Fabrizio Silvetti

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